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Levanto, cosa vedere in mezza giornata

Levanto è una bella cittadina della Liguria di levante affacciata sul mare e addossata alle verdi colline.

Conosciuta soprattutto come punto di partenza e di arrivo di molti itinerari di trekking, di cui parleremo più avanti, ha anche un centro storico ricco di gioielli architettonici e di storia.

Oggi lo andremo a scoprire, avvalendoci della buona segnaletica e delle paline informative poste nei punti più interessanti della città.

Levanto dall' alto

Cenni storici

I primi insediamenti abitativi sul mare risalgono al XIII secolo, prima di allora la popolazione era stanziata nelle valli interne, in particolare modo a Ceula dove adesso si trova Montale. (ne ho parlato nell’ articolo borghi di Levanto: il labirinto svelato)

Nel medioevo era feudo dei Malaspina che si stabilirono nel Borgo proteggendolo con possenti mura, fornite di ben sei torri e quattro porte.

Passò poi ai Da Passano vassalli dei Malaspina e infine nel 1145 alla Repubblica di Genova.

Nel 1265 i Pisani distrussero le fortificazioni malaspiniane sui ruderi delle quali, tra il XV e il XVI secolo, furono costruite dai Genovesi l’attuale cinta muraria e il castello.

La sua primaria attività era basata sul commercio: da Levanto partivano importanti vie di comunicazione che dal mare raggiungevano la Pianura Padana.

Più tardi si sviluppò il borgo nuovo dove si aprirono nuove strade e si costruirono ville patrizie e la nuova chiesa parrocchiale.

Un ulteriore sviluppo urbanistico si ebbe tra il XIX secolo e il XX secolo.

Alla scoperta di Levanto

Arrivo a Levanto a piedi, dopo aver percorso la ciclopedonale dell’ex tracciato ferroviario che parte da Framura.

Dopo un bagno rinfrescante nelle limpide acque del mar Ligure comincio il mio giro esplorativo seguendo le indicazioni della cartellonistica posta nelle varie vie del centro storico.

La Loggia Medievale

Seguendo la passeggiata a mare giungo in Piazza del Popolo dove si trova la Loggia Medievale che nel 2007 è stata insignita dall’UNESCO del titolo di “monumento testimone di cultura e di pace“.

Questo spazio si fa notare per il prospetto a cinque arcate ribassate, sorrette da colonne in serpentinite con capitelli dalle rare decorazioni.

Nel medioevo la funzione della loggia era prettamente mercantile, la piazza non esisteva e al suo posto stava l’arenile del porto canale del torrente Cantarana che poco oltre sfociava in mare.

In quest’epoca la vita economica di Levanto si reggeva soprattutto sulle attività commerciali.

Il porto di Levanto aveva un’importanza pari se non superiore a quello di La Spezia.

I prodotti della terra, il vino, l’olio, ma anche il marmo rosso della cava di Levanto partivano da qui verso il Mediterraneo.

Secoli dopo le cose cambiarono e anche la loggia cambiò la sua funzione. Fonti attestano che nel XVII secolo era utilizzata come archivio comunale.

L’edificio storico che vediamo oggi è il frutto di un restauro del ‘500 e di altri restauri successivi tra cui uno eseguito nel 2003. Con buona probabilità molte delle pietre sono ancora del manufatto originale.

Proprio a seguito di uno degli ultimi restauri è stata scoperta, su una parete interna, un affresco che rappresenta l’Annunciazione, attribuita ad un pittore ligure-piemontese dell’inizio del XV secolo.

Casa Restani

Altra testimonianza medievale è casa Restani che si trova di fronte alla loggia.

L’antico edificio del XIII secolo ha la facciata con basamento in pietra e i piani superiori in mattoni rossi, su cui si aprono polifore dalle snelle colonnine con capitelli a crochet.

In questo edificio per secoli è stato ospitato il municipio cittadino e il comando militare.

casa Restani fronte in via Don Tosi Levanto
casa Restani fronte in via Don Tosi

I magazzini della Darsena di Levanto

Poco lontano dalla loggia troviamo alcuni muri molto particolari con delle arcate in serpentino locale.

Li troviamo sul fronte del piano terra di casa Restani in Via Don Emanuele Tosi, ma anche in Vicolo chiuso Finollo.

Tali strutture, inglobate in tamponamenti più recenti, facevano parte dei magazzini della vecchia darsena risalente al secolo XIV.

Vicolo chiuso Finollo.vecchi magazzini Levanto

Altri manufatti simili, sempre risalenti al medioevo, li troverò in Via Guani, poco sopra Piazza del Popolo.

In quest’ultima tipologia strutturale le arcate per l’accesso delle merci al magazzino, sono alternate a strette aperture. Queste pare ospitassero le scale che portavano all’ abitazione del mercante.

L’ Oratorio di San Giacomo

Superata la loggia prendo Salita San Giacomo che mi conduce al Colle della Costa dove ha sede l’oratorio di San Giacomo.

La Chiesa venne edificata verso la fine del XVI secolo sul terreno concesso dai Marchesi Da Passano per dare una sede alla confraternita che già dal 1409 era ospitata nella adiacente Chiesa di Nostra Signora della Costa.

Il cancello è sbarrato ed ho la possibilità di osservare solo l’esterno.

La facciata è tripartita da quattro paraste, e ha al centro un affresco raffigurante San Giacomo Matamoros e, sopra il portale, un bassorilievo in marmo bianco di scuola lombarda della metà del XV secolo.

All’interno sono custoditi crocifissi processionali tra cui uno di scuola del Maragliano, tele e statue pregevoli e un antico organo costruito nel 1827 da Giosuè Agati.

Oratorio di San Giacomo Levanto
Oratorio di San Giacomo

La confraternita è tutt’ora attiva e ogni anno festeggia il suo Santo Titolare il 25 luglio con una processione che passa per le vie del paese e arriva fino al mare.

Chiesa di Nostra Signora della Costa

Superato l’ oratorio arrivo nella piazzetta della chiesa di Nostra Signora della Costa.

La facciata barocca nasconde una Chiesa antichissima, probabilmente già esistente nel XII Secolo.

Di proprietà della comunità del borgo di Levanto, nel 1528 venne ceduta alla nobile famiglia Da Passano come gesto di gratitudine.

Lo stemma della famiglia Da Passano (leone rampante di profilo sinistro) è anche raffigurato nel bassorilievo, posto in facciata, sopra il portale.

Di questi sovrapporta con San Giorgio che combatte il drago, se ne trovano molti nel centro storico di Genova e sono sovente opera della bottega Gaggini.

Chiesa di Nostra Signora della Costa Levanto
Chiesa di Nostra Signora della Costa

Le mura e la torre dell’ orologio

Dietro i due edifici religiosi si trovano le antiche mura della città feudale e la torre dell’ orologio, un tempo raggiungibili oltrepassando un cancello. Oggi alcune proprietà private non lo permettono più.

Oratorio e torre dell' orologio Levanto
Oratorio e torre dell’ orologio.

Dovrò dunque ridiscendere fino a Piazza del Popolo, prendere via Prealba e arrivare alla scalinata sulla sinistra (esterna alle mura) che in cinque minuti, mi porterà alla base della torre.

torre dell' orologio Levanto
torre dell’ orologio
La torre dell’ orologio è la meglio conservata tra le sei torri che già dal medioevo proteggevano Levanto. Ancora nel 1600 veniva utilizzata per il controllo verso il mare e i monti.

Una scaletta metallica conduce alla porta d’accesso al borgo antico ma un cancello sbarrato anche questa volta non mi permette di andare oltre.

La chiesa di Sant Andrea

Scendo la scalinata e mi porto verso il mare in direzione della chiesa di Sant’ Andrea.

Un ampio piazzale precede il bel edificio sacro con una facciata in stile gotico genovese, dove si alternano bande di marmo bianco di Carrara e serpentino verdastro.

Eleganti particolari la abbelliscono, in primis il rosone, pur non essendo parte della chiesa originaria.

Quest’ultimo è stato realizzato nel 1902 e riprende quello della parrocchiale di Manarola.

Gli archetti pensili che coronano la sommità sono rifiniti con peducci raffiguranti elementi apotropaici e zoomorfi della cultura pagana.

L’ interno della chiesa ha slanciate colonne che riprendono il motivo dell’esterno. Sulla sommità sono posti capitelli uno diverso dall’altro.

Interessanti anche i medaglioni all’ incrocio delle due volte a crociera del presbiterio, con una Croce e l’Agnus Dei.

Lavori di ampliamento hanno alterato in parte l’aspetto originario, sono state aggiunte due navate laterali, ampliata l’abside e rifatta la copertura.

Il castello di San Giorgio

Salgo la scalinata alla destra della facciata della chiesa di Sant’ Andrea, un cartello indica la direzione per il castello di San Giorgio.

In cinque minuti sono davanti alle possenti mura del castello.

È possibile raggiungere il castello anche in auto percorrendo via delle Mura Medioevali.

Il corpo principale della fortezza si presenta a pianta pentagonale ed è costituito a Nord-Est dalla corte e verso Sud dal mastio e dalla torre circolare a due piani.

Dalla torre, tramite le mura, era collegata un’ altra importante costruzione definita dal Vinzoni «Piattaforma»; di cui rimangono scarse tracce.

Documentato dal 1165, come probabile proprietà dei Malaspina, oggi si presenta nelle forme assunte nel XVI secolo, periodo in cui furono ricostruite anche le mura.
Sino al 1797 fu adibito a prigione. Ormai è una proprietà privata e non è visitabile all’interno, ma vale comunque la pena di fare un giretto quassù.

Pare che nel passato vi fossero dei passaggi sotterranei che partivano dal castello per raggiungere il mare e il borgo.

Monastero delle Clarisse

Scendo la strada del castello, passo i giardini pubblici e mi dirigo verso la Piazza Camillo Benso.

Questa ampia piazza loggiata nel ‘600 era sede del monastero delle Clarisse.

Cesare Zattara, levantese residente a Napoli, fece iniziare la costruzione del convento di clausura nel 1905 ma i lavori si protrassero per molti anni e le prime monache vi entrarono solo nel 1688. Il progetto originario non fu mai completato l’ edificio risulta mancante dell’ ala sud.
Durante l’ era Napoleonica con la confisca dei beni ecclesiastici subì vari passaggi di proprietà fino a tornare nuovamente al Comune alla metà del secolo scorso.

Oggi la piazza è utilizzata per varie manifestazioni e negli spazi interni sono ospitati uffici del Comune, la Biblioteca Civica, la Comunità Montana della Riviera Spezzina, lo I.A.T., il Polo Informativo del Parco delle Cinque Terre e la filiale di una banca.

Oggi la piazza è spesso utilizzata per manifestazioni e nella struttura risiedono la biblioteca civica, gli uffici Comunali, il polo informativo del parco delle cinque terre, la Comunità Montana della Riviera Spezzina, lo I.A.T.

Monastero delle Clarisse Levanto
Monastero delle Clarisse

Oratorio di San Rocco

Dalla piazza spunta il campanile a vela di un luogo sacro. Un tempo cappella del monastero era intitolata alla SS. Trinità, oggi è l’oratorio di San Rocco.

Merita cercare l’ingresso in una viuzza laterale per vedere il bel trompe-l’oeil dietro l’altare, dove la raffigurazione di San Rocco è incorniciata da colonne tortili che sorreggono una elegante trabeazione mistilinea (opera di Francesco Maria Schiaffino).

Sopra l’altare una grata incorniciata da figure mistiche permetteva alle suore di clausura di assistere alla messa.

Oratorio di San Rocco Levanto
Oratorio di San Rocco

Via Garibaldi

Poco lontano dal monastero delle Clarisse trovo Via Garibaldi, un’animata strada pedonale delimitata da palazzi seicenteschi dalle facciate colorate.

Questa via fa parte del borgo nuovo, sorto verso fine medioevo su di un’area alluvionale soprannominata borgo dello Stagno.

Curioso l’interno delle vetrine delle graziose botteghe e compro un buon gelato che gusto seduta su di una panchina, poi mi avvio verso la prossima meta passando per la porta di san Martino.

Convento e chiesa della Santissima Annunziata

Prima di andare in stazione raggiungo la chiesa della Santissima Annunziata.

Salgo Salita San Francesco, un’ antica creuza utilizzata dai viandanti fin dall’ antichità.

Dopo 8 minuti sono sul sagrato della chiesa.

È possibile raggiungere la Chiesa anche in auto, c’è un bel posteggio grande.

La facciata è piuttosto semplice, come vuole lo stile francescano, unica preziosità il bel bassorilevo del XV secolo, in marmo bianco di Carrara.

In un primo momento penso sia stato inutile arrivare fin qui, ma una volta dentro capisco che questo luogo sacro racchiude molti tesori.

chiesa della Santissima Annunziata Levanto

È un anziano frate che mi invita ad entrare e mi fa scoprire vari dipinti, il chiostro e gli ambienti attigui.

Alcune pale d’altare sono di grande valore: San Giorgio e il drago, il Miracolo di San Diego e la Madonna col Bambino

Il primo, degli inizi del XVI secolo, è attribuito al pittore pavese Pier Francesco Sacchi, ed è una delle migliori opere del pittore.
Il quadro fu trafugato da Napoleone ed esposto al Louvre, ritornò nella sede originaria nel 1820.
Il Miracolo di san Diego è un’ opera di Bernardo Strozzi della metà del XVII sec.
La Madonna col Bambino è opera del napoletano Santafede.

Belle anche le vetrate, opera del contemporaneo Padre Costantino Ruggeri che tanto mi ricordano quelle della chiesa della Sacra famiglia di Sestri Ponente, ma di cui non ne ho notizie.

Il frate mi indica la strada per visitare il chiostro, e nel mentre scopro dietro ad un vetro una sala con degli affreschi interessati.

Gentilmente mi apre la porta di quello che è stato il refettorio per molti secoli.

Sul soffitto a volte a crociera sono dipinti quattro tondi con santi (opera di Michele da Levanto XV secolo) mentre i serravolta sono contornati da raggi solari.

Su di una parete vi è un antico pulpito, recentemente restaurato, dove probabilmente un monaco leggeva durante i pasti.

Non è presente in questo momento una preziosa tela della Cena di Emmaus di Gian Battista Casoni datata 1641 che normalmente si trova sulla parete di fondo.

Esco dalla chiesa con il sorriso, questa visita mi ha lasciato qualcosa in più, ora posso andare verso la stazione per il treno del ritorno.

I trekking da Levanto

Levanto é punto di partenza di molti trekking che raggiungono caratteristici borghi, punti panoramici mozzafiato e luoghi imperdibili della Liguria.

Il più noto è quello che tocca Punta Mesco e raggiunge Monterosso, la prima delle cinque terre.

Un secondo itinerario che raggiunge Monterosso passa dal Santuario di Sovione.

Molto bello e consigliato anche il trekking denominato il labirinto svelato che tocca i graziosi borghi delle colline di Levanto.

Andando verso ponente per i più allenati c’è il sentiero che porta al Monte Rossola per scendere a Bonassola.

Per i meno allenati la ciclopedonale che sfruttando l’ ex tracciato ferroviario arriva a Bonassola.

Se invece non hai alcuna voglia di dedicarti al trekking puoi lasciare l’auto in uno dei parcheggi di Levanto, ne trovi uno vicino alla stazione, e raggiungere le cinque terre in treno.

Come raggiungere Levanto

In Auto: autostrada A12 Genova-Livorno uscita Carrodano-Levanto. Da lì si scende verso Levanto passando per Montale e Casella.

In Treno: la stazione di Levanto si trova poco più in alto rispetto al centro storico.

A piedi o in bicicletta: tramite la ciclopedonale dell’ex tracciato ferroviario che parte da Framura.

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