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Giro ad anello del Lago del Brugneto

Oggi ti racconto di questo bel giro ad anello del Lago del Brugneto, consigliato in tutte le stagioni, anche quando fa molto caldo, perché quasi totalmente nel bosco.

Storia del lago del Brugneto

Il Lago del Brugneto è un lago artificiale dal colore verde smeraldo, situato nel Parco Naturale Regionale dell’Antola, in Alta Val Trebbia, al confine tra i comuni dell’Appennino Ligure di Torriglia, Propata e Rondanina.

L’invaso fu realizzato tra il 1955 e il 1960 dall’allora Azienda Municipalizzata Gas e Acqua, sbarrando l’omonimo torrente, con lo scopo di soddisfare il crescente bisogno idrico di Genova.

Ancora oggi il Lago del Brugneto è la principale riserva idrica della Liguria. La sua importanza è tale che, in tempi di siccità, il suo livello viene monitorato attentamente e diventa un argomento di discussione comune tra i cittadini. Per questo noi genovesi scherzosamente, quando usiamo troppa acqua, ci sentiamo dire: “Mi stai prosciugando il Brugneto!”

Non tutti sanno che questo lago alimenta anche due centrali idroelettriche che hanno prodotto, dal 1961 ad oggi, dai 20 milioni ai 40 milioni di kWh/anno. 

La legenda del lago

Come per molti altri laghi anche quello del Brugneto ha la sua legenda, che lo rende ancora più affascinante.

Il lago infatti nasconde un passato: quello di due piccole frazioni, Frinti e Mulini di Brugneto, inghiottite dalle sue acque. Con la costruzione della diga un pugno di case, quindici in una frazione e solo due nell’altra, vennero abbattute con le mine, costringendo gli abitanti, nonostante la loro rabbia e il loro dolore, ad abbandonare tutto, lasciandosi alle spalle ogni ricordo.

Nacque così la legenda che durante i periodi di siccità, dalle acque spuntasse il campanile del borgo di Frinti e che, nel silenzio, le campane ogni tanto si sentissero suonare.

Il fatto fu poi ampiamente smentito da alcuni vecchi abitanti del luogo, ancora in vita, che confermarono l’assenza di chiese e campanili nel borgo. Nel 2004, alcuni sommozzatori ispezionarono i fondali e trovarono solo i resti di alcune fondamenta.

Il paese dei Frinti era più vicino alla diga. Le case di Mulini di Brugneto si trovavano nella zona dei ponti all’inizio del lago. I pochi resti di queste ultime sono più facilmente intravedibili quando il lago è in secca .

La trasformazione

Quando l’uomo decide di intervenire sulla natura, a volte il risultato è un nuovo, inaspettato, equilibrio. È proprio quello che è successo con la costruzione della diga e la creazione del lago del Brugneto.

Questo grande invaso ha modificato profondamente la geografia del luogo, trasformando i vecchi pascoli e i campi di fienagione in bellissimi boschi e in una ricca oasi di biodiversità.

Oltre alla sua funzione principale, il lago del Brugneto è diventato una vera e propria attrazione turistica, grazie all’ambiente naturale che lo circonda. Le sue sponde sono diventate l’habitat ideale per piante tipiche degli ambienti umidi, che hanno contribuito a incrementare la biodiversità vegetale della zona.

Il lago è oggi un punto di riferimento per l’intero ecosistema locale, tanto da essere riconosciuto come uno dei cinque Siti di Interesse Comunitario (SIC) del Parco Regionale Naturale dell’Antola. Una vera e propria fonte di vita che offre un rifugio prezioso a specie animali e vegetali di grande pregio e valore biologico.

Il sentiero ad anello lungo il lago del Brugneto

E’ possibile iniziare il precorso da diversi punti: da Albora, da Costa di Paglia dove è possibile arrivare anche con il bus di linea, da Retezzo, da Fontanasse, da Caffarena o dal parcheggio della diga.

Noi siamo partite dal parcheggio che si trova poco dopo Retezzo, sulla SP15.

Sono le 8,40 di un giorno feriale della settimana più rovente di agosto quando ci mettiamo in cammino.

Dopo 200 metri di discesa su asfalto incontriamo una bacheca cartografica e i cartelli che indicano il percorso. Siamo a 787 mt sul livello del mare.

Lungo tutto il percorso incontreremo molti cartelli indicativi e il segnavia punto giallo sbarrato che permetteranno un buon orientamento.

Il segnavia

Il percorso inizia subito con una bella vista sul lago. La strada nel bosco di faggi è larga e quasi pianeggiante.

inizio del percorso partendo da Retezzo

A duecento metri è possibile trovare già la prima area attrezzata con tavolini e barbecue e una seconda area la troveremo dopo altri 300 metri, un po’ scostata rispetto al percorso.

Dopo circa un chilometro sopra di noi sentiamo rumoreggiare, sono i villeggianti e i contadini delle case di Fontanasse.

Volendo, tramite breve deviazione, si raggiunge Fontanasse, dove è possibile fare approvvigionamento d’acqua ad un trogolo, non troveremo altre fonti lungo il percorso se non verso la fine.

Dopo 2 chilometri e mezzo da inizio percorso cominciamo ad addentrarci, lungo un’ansa del lago, all’interno del bosco. Il lago non si vede più ed ha inizio la salita più impegnativa dell’intero percorso .

Questo tratto durerà poco meno di un chilometro e ci farà raggiungere il punto più alto dell’intero giro: 920 mt di altitudine.

Siamo quasi in cima alla salita quando incontriamo, sulla nostra destra, la deviazione per Caffarena.

Volendo si potrebbe salire a Caffarena per poi ridiscendere ad Albora per tornare sul nostro anello, ma preferiamo scendere sullo spartiacque nonostante la pendenza sia notevole, e tornare velocemente in vista del lago.

Lungo la strada, dopo un’ora e mezza di cammino, incontriamo un piccolo rifugio un po’ fatiscente dedicato ad un pescatore di nome Bruno. Vicino ad una catasta di legna troviamo scritto “chi vuole la tagli e la usi”.

Camminando possiamo godere di bellissimi scorci e della frescura del bosco.

Ora il percorso è molto piacevole con brevi saliscendi poco faticosi.

In questo periodo il livello del lago non è molto alto e vi sono ampie zone dove poter sostare sulla riva.

Sulle sponde del lago sono ormeggiati alcuni kayak. Da qualche anno infatti a seguito dell’autorizzazione da parte di Iren, il lago è diventato navigabile, ma con varie limitazioni.

In primavera e in estate l’Asd Torriglia Sport, in accordo con Iren e con il patrocinio del comune di Torriglia, organizza tour guidati di 3 ore in kayak.

Tralasciamo il bivio per Albora e proseguiamo dritte fino al nuovo ponte sul torrente Brugneto (782 mt slm 2 ore e 10 min. di cammino)

Dal questo punto riusciamo a scorgere il vecchio Ponte del Moro, che emerge dall’acqua solo in alcuni periodi dell’anno, quando il livello si abbassa.

Il vecchio ponte fu costruito dai contadini tra il 1929 e il 1930 per collegare le varie frazioni. Dopo la costruzione della diga, fu sommerso, ma grazie alle proteste degli abitanti, fu costruito il nuovo poco distante.

Camminiamo per circa 900 metri in salita su di un tratto carrozzabile esposto al sole, sono quasi le 11 e il caldo si fa sentire.

Raggiunte le prime case è necessario fare attenzione e prendere il sentiero sulla sinistra un po’ nascosto, per non finire sulla strada provinciale sotto l’abitato di Bavastri.

La mulattiera passa su due antichi ponti ad arco in pietra che scavalcano i rivi che scendono dal M. Prelà e dalla costiera del M. Antola.

Riusciamo a scorgere anche qualche cascatella e dei piccoli laghetti.

Nei dintorni si dovrebbero trovare anche i resti di un vecchio mulino che macinava grano, granturco e castagne e che serviva a tutti i paesi dei dintorni.

Questi sono una testimonianza dell’antica mulattiera che da Torriglia risaliva la Val Brugneto e raggiungeva Propata

Proseguiamo lambendo l’asfalto fino alle case di Costa di Paglia (848 mt. slm. e 2 h e 40 di cammino)

Dopo qualche esitazione per ritrovare il sentiero, che si trova a fianco della casa riprendiamo a scendere rapidamente.

Dopo mezzo chilometro arriviamo nuovamente a livello del lago.

Ancora qualche centinaio di metri e troviamo un’ area attrezzata un po’ mal ridotta, ma sufficiente per convincerci a fare una sosta, anche se non è neppure mezzogiorno.

E’ un momento di pura pace, cullate nel silenzio, dalla leggera brezza, con una splendida vista sul lago.

Riprendiamo il nostro cammino costeggiando l’ansa del lago. Superiamo il bivio che porta all’abitato di Navoni e Garaventa e proseguiamo su un sentiero, a tratti pulito e scorrevole che si alterna a brevi tratti in cui la vegetazione è un po’ più fitta, ma nulla che possa ostacolare il nostro passo.

Superiamo due ponticelli ed entriamo in un fitto bosco.

Siamo quasi alla fine del nostro giro, incontriamo e oltrepassiamo qualche altra area attrezzata ed eccoci sulla strada asfaltata che ci porta alla diga.

Ormai quasi senza rifornimento di acqua tentiamo di caricare almeno mezza borraccia dalla fontana con trogoli che ci appare come un miraggio. L’acqua scende a gocce ma la pazienza ci premia.

Superiamo il grande parcheggio e attraversiamo la diga ammirando l’immensità che ci si presenta davanti agli occhi.

Una piccola salita infine ci riporta al nostro parcheggio.

Dati tecnici per il Giro ad anello del Lago del Brugneto

👣 Sviluppo del percorso ad anello:15 km. circa
⛰️ Punto più alto:923 mt. s.l.m.
🕒 Durata del cammino4.30 h senza soste
↗️ Dislivello complessivo:mt. 480
⚠️ Difficoltà:E
🌄 Periodo consigliato:tutte le stagioni anche in estate perché quasi completamente nel bosco.
Nei periodi di piena potrebbe essere necessario superare alcuni guadi.

🚰 Rifornimento acqua:a fine percorso sulla strada prima della diga
Servizi igienici:no

Traccia del percorso

Sul mio spazio wikiloc è possibile scaricare la traccia GPX da utilizzare con un navigatore o uno smartphone : traccia GPX

ATTENZIONE: I dati potrebbero non essere aggiornati per cambiamenti dovuti al clima, manutenzione del territorio, eventi naturali, danni causati dall’uomo.

Il Lago del Brugneto è un lago artificiale per il quale vige il divieto di balneazione.

Attrezzatura consigliata

Scarpe da trekking di buona qualità, bastoncini, zaino, protezione per la pioggia, abbigliamento idoneo e maglia di ricambio, occhiali da sole, cappellino, protezione solare, cibo e molta acqua, navigatore GPS, primo soccorso, coltellino, barrette energetiche.

Come arrivare al Lago del Brugneto

In auto: Da Genova Est imboccare la Statale 45 per Torriglia.

Prima di entrare in Torriglia si svolta per Montebruno.

Quindi si prende sulla sinistra la Strada Provinciale 15 seguendo le indicazioni per Retezzo, fino ad arrivare alla diga del lago del Brugneto.

Con trasporto pubblico: servizio ATM da Genova per Torriglia e coincidenza con le varie località: Costa di Paglia, Navoni, Bavastri, Caffarena, Garaventa

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