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I borghi di Levanto: il labirinto svelato

Levanto è una bella cittadina situata sulla costa ligure di Levante, al confine con le Cinque Terre.

Oltre alla spiaggia e al mare offre l’opportunità di fare belle camminate verso l’entroterra.

Levanto

Il labirinto svelato

A fine anni ’90 furono riportati alla luce un intrico di sentieri e mulattiere utilizzate dai contadini ai tempi in cui l’economia della valle era basata prettamente sull’agricoltura.

Grazie agli interventi pubblici e ai volontari del CAI, una parte di questi percorsi, furono recuperati.

A questo progetto, che va avanti da vari decenni e che è ancora da terminare, non si poteva dare nome più azzeccato che il “labirinto svelato“.

Le “ville” della Valle di Levanto

La traccia che andiamo a percorrere oggi si sviluppa a ventaglio e tocca numerosi borghi detti “ville” distribuiti sulla collina.

Quasi tutti questi insediamenti abitativi erano già presenti nel XIII secolo, e si svilupparono nei secoli successivi, spesso sovrapponendosi ad elementi già esistenti.

Noi visiteremo ben sedici “ville”, attraversando mulattiere storiche delimitate da muretti a secco e contornate da campi di ulivi, strade lastricate con “ciappe” di ardesia, ponticelli di pietra sopra rumorosi ruscelletti, ma anche sentieri selvaggi e infestati da erbacce.

Il percorso può essere fatto per intero in una giornata, ma può essere anche diviso in due o più tappe, rientrando per le varie strade che terminano a fondovalle.

Da dove si parte

Se si vuole fare il giro completo è consigliabile partire da basso.

A seconda della stagione in cui si decide di intraprendere l’escursione, è da valutare se conviene prendere il treno, che non è lontano dal punto di partenza, o l’auto.

Noi, avendo fatto il giro a fine inverno, non abbiamo avuto problemi con il parcheggio, ma in primavera estate potrebbe essere difficile trovarne e sarebbero di certo a pagamento.

Lasciamo dunque l’auto in una piazzetta di fianco alla rotonda prima di Via Nostra Signora della Guardia dove troviamo subito il segnavia bianco e rosso numero 670.

Fossato

Procediamo per poco più di un chilometro su asfalto e dopo la cappella di San Giacomo giungiamo a Fossato.

cappella di San Giacomo Fossato Levanto
cappella di San Giacomo

I primi nuclei abitativi di questo piccolo borgo, che si trova a ridosso del torrente Mulino, vennero costruiti già nel medioevo.

Sulla destra possiamo ammirare un bel mulino con ruota in legno recentemente ristrutturato e la tipica arcata di pietra, (ne troveremo altre lungo il percorso).

Fossato  mulino con ruota in legno Levanto
Fossato mulino con ruota in legno

Evitiamo di entrare nel borgo, ma ci avviamo verso il sentiero sulla nostra sinistra diretti a Lizza.

Lizza

Dopo quindici minuti eccoci a Lizza.

Attraversiamo in borgo passando sotto caratteristici voltini un po’ malandati, osservando qualche bel portale in ardesia delle vecchie case.

Proseguiamo piuttosto spediti diretti a Lavaggiorosso.

Strada facendo incontriamo una casa con una targa in legno “u muin da Lissa“, e poco dopo scorgiamo due ruote di un vecchio mulino ormai ridotto a rudere.

Ancora nell’ottocento nell’entroterra di Levanto esistevano parecchi mulini, per la macina del grano, delle castagne e del mais, che sfruttavano l’acqua dei rigogliosi torrenti di cui è ricca la vallata.

u muin da Lissa
u muin da Lissa

Poco dopo incontriamo anche un bel ponte in pietra, che ci fa oltrepassare agevolmente il ruscello.

Lavaggiorosso

In quindici minuti di salita (la più impegnativa della giornata) raggiungiamo la Chiesa di San Sebastiano di Lavaggiorosso che pare risalga al XIII secolo.

Chiesa di San Sebastiano di Lavaggiorosso  Levanto
Chiesa di San Sebastiano di Lavaggiorosso

Ci addentriamo nel paesino, passiamo gli stretti vicoli e i vari porticati, saliamo numerose scalette ammirando le porte dipinte che vivacizzano il borgo.

Osservando bene notiamo, sulle facciate di alcuni edifici elementi architettonici di particolare rilevanza: arcate in pietra e portali decorati.

Da Lavaggiorosso partono vari sentieri, e prima di riuscire a prendere la scalinata che scende verso la strada asfaltata, facciamo un po’ di avanti e indietro.

Groppo

Proseguiamo in discesa su asfalto per 700 metri per riprendere nuovamente un sentiero sulla nostra sinistra che corre sotto la strada asfaltata e che ci porterà in quindici minuti a Groppo.

Lungo il sentiero, prima delle case, incontriamo un “truogolo” molto antico.

particolare del truogolo

Entriamo nel grazioso borgo composto da poche case, e dalla piccola cappella di Sant’Anna.

 cappella di Sant'Anna Groppo Levanto
cappella di Sant’Anna

Tempo di qualche foto e usciamo nuovamente sulla strada asfaltata dove rimaniamo appagati da un bellissimo scorcio sul mare, il primo della giornata.

Groppo panorama sul mare
Groppo panorama sul mare

Dosso

Proseguiamo verso Dosso che raggiungiamo in 10 minuti.

Passiamo un archivolto ed entriamo nel borgo.

Saliamo fino ad incontrare un’accogliente piazzetta dove sorge la cappella di San Giovanni Evangelista documentata verso la metà del ‘600.

In facciata, sopra il portale, notiamo un prezioso bassorilievo in ardesia con rappresentato un presepe attribuito allo scultore Pace Gaggini (1470-1525).

La capanna è molto simile a quella di un noto bassorilievo che si trova nei vicoli di Genova.

Casella

Usciti dal borgo di Dosso cerchiamo il sentiero che ci porterà a Casella, le indicazioni sono sempre presenti, ma bisogna fare un po’ di attenzione, perché questi paesini sono un po’ dei labirinti e si può perdere il senso dell’orientamento. Consiglio di seguire una traccia GPS.

Dopo cinque minuti di cammino, ecco l’indicazione per Casella che ci fa fare una piccola deviazione rispetto al nostro percorso.

Questo piccolo nucleo di case, posizionate vicino al rio omonimo, un tempo era sede di diversi mulini.

Casella Levanto
Casella

Arriviamo alla piazzetta con la graziosa cappella di San Giuseppe con campanile a vela, documentata a partire dal 1671.

Facciamo un piccolo giro esplorativo intorno alle case e riprendiamo il sentiero diretti a Montale.

cappella di San Giuseppe Casella Levanto
cappella di San Giuseppe

Montale

Dopo venti minuti di cammino arriviamo sulla strada provinciale di fronte alla quale ci appare la maestosa Pieve di San Siro di Montale documentata già nel 1148 e chiesa matrice di una vasta area.

La facciata, che è fortemente rimaneggiata in epoca barocca, nasconde la primitiva struttura medievale.

Pieve di San Siro di Montale Levanto
Pieve di San Siro di Montale

Troviamo la pieve aperta ed entriamo per ammirare l’interno che è tornato al suo antico splendore dopo un restauro avvenuto negli anni ’50.

Le possenti colonne, che portano le arcate a tutto sesto, e i muri laterali, mostrano gli originari conci di pietra locale.

Pieve di San Siro di Montale  Levanto
Pieve di San Siro di Montale

Nella chiesa sono conservate alcune opere d’arte di pregio: la statua della Madonna in trono col Bambino del Maragliano e alcune tele di scuola genovese.

Pieve di San Siro di Montale
Pieve di San Siro di Montale

Uscendo a lato della chiesa notiamo, un po’ nascosto, il bel portale in ardesia dell’oratorio datato 1561 che reca l’effige del Volto Santo di Lucca, caro ai mercanti e pellegrini medievali.

Portale dell'Oratorio Montale
Portale dell’Oratorio Montale

Il centro abitato di Montale si distribuisce lungo la strada che porta a San Gottardo e raggiunge Levanto.

Volendo, per terminare l’anello si può proseguire per questa via.

Noi invece prendiamo la strada sulla destra della chiesa.

Da qui possiamo ammirare la bella torre campanaria, la cui base pare fosse in epoca carolingia, torre di avvistamento.

il campanile della Pieve di San Siro
torre campanaria della Pieve di San Siro

Vignana soprana e sottana

Dopo 600 metri di carrareccia prendiamo il sentiero sulla nostra destra che ci conduce a Vignana di Sopra (20 minuti in tutto).

Passata Vignana soprana, arriviamo ad un piazzale con vista mare, troviamo alcune panchine, e ci fermiamo per uno spuntino.

Di fronte a noi la cappella di San Bernardo del XIII secolo.

Panorama da Vignana soprana su Levanto
Panorama da Vignana soprana

Alternativa: Da Vignana è possibile raggiungere il Monte Piano in un’ora e da lì proseguire verso Borghetto di Vara.

Noi scendiamo verso valle incontrando un bel porticato in pietra che si affaccia sulla vallata circostante.

Vignana sottana Levanto

Lerici

Superata la strada provinciale, dove troviamo anche la fermata dell’autobus, vediamo già la prossima destinazione, ritroviamo subito il sentiero che scende dritto, e poi dopo duecento metri gira a destra rivolto a Lerici.

Alternativa: : Proseguendo dritti in discesa con il sentiero 576 si arriva al piccolo nucleo abitato di Molino delle Ghiara, da lì una strada asfaltata ci ricondurrebbe a Levanto.

Il bel sentierino è contornato da piante di ulivo e il paesaggio sui paesini circostanti è sempre più bello.

Oltrepassiamo un arco di pietra forse facente parte di parte di un vecchio mulino.

Raggiungiamo, dopo 15 minuti, Lerici, ovviamente non si tratta della Lerici che tutti conosciamo a sud di La Spezia ma di un piccolo paesino seppur molto grazioso.

Al centro del nucleo abitato, troviamo la chiesetta di Sant’Antonio da Padova preceduta da un piccolo sagrato.

Ai lati poche case, una attaccata all’altra, contornate da tante piante.

Dopo le solite foto agli scorci più belli riprendiamo la strada asfaltata e poco dopo, sulla destra, il sentiero diretti a Pastine.

Alternativa: : Anche da Lerici è possibile scendere a Levanto optando per un giro più breve.

Pastine

Da Lerici saliamo a Pastine su un sentiero parallelo alla strada asfaltata, e in dieci minuti arriviamo alle prime case.

Il primitivo insediamento abitativo di Pastine si era già formato nel medioevo, sulla mulattiera che dal fondovalle delle Ghiare saliva la Foce del Bardellone.

Passiamo un portico coperto e raggiungiamo il centro abitato e la cappella di S.M. Assunta dove varie stradine si dipartono verso le abitazioni più esterne.

Proseguiamo all’interno del centro abitato fino all’indicazione per San Bartolomeo.

San Bartolomeo e Gallona

Il sentiero in questo tratto è piuttosto sporco, qualche muretto a secco è franato e ci costringe a fare un po’ di attenzione.

Troviamo anche qualche ruscelletto da guadare ma nulla di infattibile

Dopo 25 minuti arriviamo dietro alla chiesetta di San Bartolomeo.

Il bel piazzale con panchina ci permette di fare una sosta.

Davanti alla chiesa una bella strada bianca con altre panchine ci inviterebbe a proseguire di lì, è il sentiero 575 diretto a Ridarolo e alla località Albero d’Oro che conduce a Levanto.

Sui gradini della chiesa una freccia un po’ posticcia ci indica la via che dobbiamo seguire noi per arrivare a Gallona, che raggiungiamo in 5 minuti.

Gallona è formato da poche case di origine medievale, soprelevate nei secoli successivi.

I colori vivaci delle case e il verde che le adorna rendono il borgo molto carino.

Legnaro

Il sentiero prima scende e poi sale abbastanza deciso

Vediamo da lontano il campanile della chiesa di Legnaro e dopo 20 minuti di cammino, arriviamo sulla strada carrabile.

Saliamo la scala che ci porta alla parrocchiale di San Pietro, per ammirare da vicino la lunetta a mosaico con raffigurato il Santo Martire.

La chiesa è documentata già a partire dal 1235 anche se in facciata notiamo una lapide murata con su scritto in cifre romane 1482 probabilmente data di un successivo restauro.

Seguirono altri restauri, che portarono l’edificio sacro allo stato attuale.

Da questo punto si gode di un bel panorama sulle valli circostanti.

Passiamo dietro la chiesa e ritorniamo sulla strada principale.

Vista su Legnaro Levanto
Vista su Legnaro

Poco dopo ci ritroviamo sulla strada provinciale 38 dove c’è anche la fermata dell’autobus diretto a Levanto.

Proseguiamo su tale strada fino ad incrociare un’altra strada sulla destra. le paline segnaletiche ci indicano Chiesanuova.

Chiesanuova

Arriviamo a Chiesanuova in 10 minuti passeggiando su comoda strada asfaltata.

Il toponimo deriva probabilmente dalla ricostruzione dell’antica parrocchiale di San Nicolò del XIII secolo, della quale restano solo pochi elementi, tra cui la bella trifora di facciata.

parrocchiale di San Nicolò Chiesanuova Levanto
parrocchiale di San Nicolò

Una legenda narra che nell’anno 996 l’Imperatore Ottone III passò da Chiesanuova nel suo viaggio verso Roma, in quell’epoca probabilmente erano già presenti alcune case e un piccolo edificio sacro.

Fontona

Riprendiamo il sentiero piuttosto agevole che ci condurrà a Fontona.

A metà strada incontriamo un’antica chiesetta con annesso piccolo cimitero e una scalinata porticata che porta ad una casa. Tutto sembra ormai abbandonato.

In 30 minuti raggiungiamo Fontona dominata dalla bella parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita nella prima metà del XVII secolo.

Percorriamo la strada dove si affacciano le case del borgo e ne usciamo poco dopo.

Parrocchiale di San Michele Arcangelo Fontona Levanto
Parrocchiale di San Michele Arcangelo Fontona

La via del ritorno

Da Fontona è possibile proseguire per il Santuario della Madonna del Soccorso, ma per oggi abbiamo già fatto abbastanza chilometri ed è l’ora di tornare alla macchina.

La strada è ancora tanta e piuttosto noiosa essendo tutta su asfalto, anche la stanchezza si fa sentire.

Dopo circa tre chilometri incontriamo finalmente il Ponte su torrente Ghiararo, superata la Chiesa moderna di Nostra Signora della Guardia giriamo sulla destra e raggiungiamo il nostro parcheggio.

Dati tecnici

👣 Sviluppo del percorso:21 km.
⛰️ Punto più alto:280 mt. s.l.m.
🕒 Durata del cammino comprese le soste:9 ore comprese le soste
↗️ Dislivello complessivo:721 mt.
⚠️ Difficoltà:E
🌄 Periodo consigliato:primavera, autunno, inverno
🚰 Rifornimento acqua: fontanelle in quasi tutti i borghi

Attrezzatura consigliata

Scarpe da trekking, bastoncini, zaino, protezione per la pioggia, abbigliamento idoneo e maglia di ricambio, occhiali da sole, cappellino, protezione solare, cibo e acqua, navigatore GPS, primo soccorso, coltellino, torcia elettrica, barrette energetiche.

Il mio percorso

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Sul mio spazio wikiloc è possibile scaricare la traccia GPX da utilizzare con un navigatore o uno smartphone : traccia GPX

ATTENZIONE: I dati potrebbero non essere aggiornati per cambiamenti dovuti al clima, manutenzione del territorio, eventi naturali, danni causati dall’uomo.

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Come raggiungere Levanto

In Auto: autostrada A12 Genova-Livorno uscita Carrodano-Levanto. Da lì si scende verso Levanto passando per Montale e Casella. Accanto alla rotonda poco prima del paese si trova uno slargo dove posteggiare, andando a piedi verso monte si trovano i segnavia bianchi e rossi e poco avanti, la palina con le indicazioni e i tempi di percorrenza.

In Treno: stazione di Levanto, si procede a piedi su Strada Provinciale 566 fino a raggiungere il moderno Santuario di Nostra Signora della Guardia, si segue la via omonima e dopo la rotonda, sulla sinistra, si trovano i segnavia bianchi e rossi. Poco avanti si trova anche la palina con le indicazioni e i tempi di percorrenza.

Note

Il giro può anche essere diviso in due o più tappe, esistono infatti vari percorsi che riportano a Levanto.

Chi non avesse la possibilità di raggiungere i borghi a piedi può raggiungerli in auto tramite varie stradine secondarie.

Fonti


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