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Alla scoperta di Taggia borgo ligure medievale.

Oggi ti porto a scoprire Taggia, un bel borgo del ponente ligure dove ogni muro trasuda storia.

Quello che ti propongo è un trekking urbano che parte dalla stazione di Taggia Arma.

Percorreremo le viuzze che si intersecano fino al punto più alto della collina, attraversando numerose porte che ci condurranno all’interno o all’esterno delle antiche mura medievali.

Ammireremo ricchi palazzi, chiese, oratori, fontane, e caratteristiche piazzette.

Non aspettatevi però il caratteristico borgo ben curato e abbellito con fiori, tutto qui sembra un po’ abbandonato e trascurato, occorrerà un occhio attento per scovare le numerose bellezze nascoste.

Si parte

Dalla stazione, dove si trova anche un ampio parcheggio, attraversiamo a piedi il sottopasso della ferrovia e, alla rotonda, prendiamo la stradina tra le case e i coltivi che in poco tempo ci porterà in via Mameli.

Dopo la rotonda svoltiamo sulla destra per prendere Via Orti, che, come dice il nome, è una stradina secondaria che attraversa begli orti coltivati e frutteti.

Piazza delle Confrarie

Svoltiamo in Via Curlo e giungiamo in Piazza Carlo Luigi Farini, un tempo Piazza delle Confrarie.

Questo luogo già nel Medioevo era punto d’ incontro per la popolazione e luogo dove si svolgeva il mercato settimanale. Qui sorgeva anche un luogo di culto.

Sul finire del ‘600 la piazza accresce d’importanza divenendo stazione di posta per i viaggiatori.

E’ in questo periodo che vennero costruite la grandiosa chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, alla quale pare abbia contribuito al progetto anche il Bernini e il bel palazzo Lercari (nobile famiglia genovese radicata a Taggia)

Il palazzo Lercari, che oggi ospita l’archivio storico e la biblioteca civica, è stato recentemente restaurato, e mostra i magnifici stucchi eseguiti da maestranze locali dell’ epoca.

Sulla piazza si fà notare la fontana del Brakí, così chiamata per la sua forma a barchile con vasca poligonale e pila centrale. In giornata scopriremo altre fontane sulle piazze principali del borgo.

La fontana fu commissionata allo scultore lombardo Donato De Lancia nel 1462.

Di fronte alla fontana scandisce le ore la grande meridiana dipinta sulla facciata laterale della Basilica dei Santi Giacomo e Filippo.

Proseguendo arriviamo alla piazzetta dedicata al Cardinal Gastaldi, fautore della costruzione della basilica.

La piazza è delimitata oltre che dalla facciata del luogo sacro, da quelli che un tempo erano eleganti palazzi affrescati e porticati.

Se trovate la chiesa aperta andate a vedere la statua della madonnina miracolosa venerata a Taggia.

La basilica è anche santuario dedicato alla Madonna.

Via Soleri

Un passaggio porticato ci conduce in Via Soleri detta “U Pantan” , il nome la dice lunga su quello che accadeva nel passato quando il torrente Argentina straripava.

Fin dal ‘400 questa è stata una delle vie principali del borgo, dove si innalzarono le dimore di nobili famiglie della zona e dove si svolgevano i principali commerci.

Ci soffermiamo ad osservare gli eleganti portoni e le targhe che indicano a chi sono appartenuti i vari palazzi, alziamo gli occhi per vedere le finestre decorate da stucchi e percorriamo i caratteristici portici.

Via Soleri  Taggia
Via Soleri

Infine arriviamo all’Oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano della confraternita del Gonfalone detta dei “bianchi” per il colore della loro veste.

La chiesa fu costruita a metà del ‘400 quando la zona era ancora pressoché disabitata.

Nei secoli successivi fu abbellita ed impreziosita.

Se hai voglia di visitarla soffermati ad ammirare gli affreschi e i dipinti alle pareti e il crocifisso quattrocentesco che ha il singolare particolare di avere tra la corona di spine ciocche di capelli veri.

Piazza Reghezza

Superata piazza Cavour proseguiamo per Via Anfossi e raggiungiamo Piazza Reghezza dove sorge l’Oratorio della SS Trinità.

La costruzione fu voluta della confraternita, “dei Rossi” che operavano a Taggia dagli inizi del XVII secolo dando assistenza a viandanti e pellegrini.

La chiesa fu costruita grazie agli aiuti di una delle famiglie più in vista di Taggia, gli stessi Lercari del palazzo di piazza delle Confrarie. Al suo interno sono conservati alcune opere d’arte di particolare valore.

Oratorio della SS Trinità Taggia
Oratorio della SS Trinità

Accanto alla chiesa l’ ex convento di clausura femminile delle Suore Domenicane, realizzato nella prima metà del XVIII, con un lascito dello stesso Reghezza a cui la piazza è dedicata.

Se ci spostiamo un po’ sulla destra riusciamo ad intravedere il grande cupolone che caratterizza la struttura.

A Taggia sono presenti ben due conventi femminili, dove nel passato le famiglie benestanti del luogo collocavano le figlie secondogenite non destinate al matrimonio.

Al centro della piazza non si può non notare un’ altra bella fontana.

Il ponte medievale

Dalla piazza, passati i giardini pubblici di Via Anfossi arriviamo al ponte medievale a 16 arcate.

La caratteristica di questo ponte, lungo più di 200 metri, è che fu costruito in vari periodi, assecondando le piene del Torrente Argentina.

Via Dalmazzo

Torniamo in Piazza Reghezza e raggiungiamo Via Dalmazzo, importante arteria medievale fuori dalle mura che permetteva il collegamento con l’ entroterra della valle Argentina.

Saliamo sulla destra fino ad incontrare la chiesa seicentesca di San Benedetto al Colletto, prima sede della confraternita dei “bianchi”.

chiesa seicentesca di San Benedetto al Colletto Taggia
chiesa seicentesca di San Benedetto al Colletto

Proseguiamo oltre per giungere all’ abbazia medievale di Nostra Signora del Canneto.

Furono i monaci di San Colombano di Bobbio dell’abbazia di San Dalmazzo di Pedona, (l’odierno Borgo San Dalmazzo cuneese) a insediarsi, fin dal VII secolo, in questo luogo di pace, edificondovi un primitivo luogo di preghiera.

Qui trovarono un terreno fertile, adatto alle coltivazioni, in special modo quella dell’ulivo.

Ma solo pochi secoli più tardi, durante le scorrerie Saracene, il luogo fu saccheggiato, incendiato e distrutto, non risparmiando neppure i monaci che furono uccisi.

Nel X secolo l’ abbazia fu ricostruita dai benedettini di Santo Stefano di Genova e alla fine del ‘400 passò ai Domenicani, che abbellirono l’interno con preziosi affreschi di noti pittori Genovesi.

La facciata della chiesa, seppur bisognosa di un restauro, mostra un bel portale del XV secolo, appartenente alla vecchia chiesa di Sant’Anna che si trovava nelle immediate vicinanze e che andò distrutta.

Il bel campanile cuspidato, in stile gotico è la struttura meglio conservata, coi suoi tre piani segnati da archetti pensili alleggeriti da monofore e bifore.

Tornati in via Dalmazzo scendiamo di poco e scorgiamo, sul muro di fondo di una ripida scalinata, un affresco raffigurante la Madonna tra San Francesco e San Benedetto Revelli.

affresco  raffigurante  la Madonna tra San Francesco e San Benedetto Revelli
affresco raffigurante la Madonna tra San Francesco e San Benedetto Revelli

La salita porta al convento dei Padri Cappuccini una struttura del 1600 voluta dalla volontà testamentarie della taggiasca Caterina Arnaldi, ma piuttosto contrastata dai vicini Domenicani.

Curioso è il fatto che per aiutare l’edificazione fu messa una tassa comunale sulla vendita della carne macellata.

convento dei Padri Cappuccini
convento dei Padri Cappuccini

Attraversiamo Porta Barbarasa e usciamo dalla prima cerchia di mura medievali.

Quindi giriamo attorno al complesso in pietra della chiesa di Santa Teresa, con annesso un altro importante ex convento femminile di Taggia.

Via Littardi e Piazza Grande

Lasciamo per il momento Via Dalmazzo e proseguiamo in Via Littardi. Ci addentriamo nel nucleo più antico della città, gironzoliamo nel dedalo di vicoletti e ci soffermiamo in Piazza Grande, principale piazza medievale della città.

Via Santa Lucia e la fortezza

Prendiamo ora Via Santa Lucia che ci conduce, in salita, alla chiesetta omonima, il più antico luogo di culto presente a Taggia.

Salendo ancora raggiungiamo la fortezza che con molta delusione possiamo vedere solo attraverso i cancelli.

La fortezza, proprietà del Marchese Bonifacio di Clavesana fino al 1204, fu distrutta dai Genovesi nel 1228 e poi ricostruita dagli stessi Genovesi che comprarono l’intera zona.

Venne ulteriormente rinforzata nel corso dei XVI e XVII secolo ma subì anche altre incursioni che portarono ad altri danneggiamenti.

Il complesso è stato ristrutturato da poco e utilizzato nei mesi estivi per rappresentazioni teatrali e concerti.

Da qui possiamo ammirare il panorama sulla vallata, purtroppo un po’ rovinato dal viadotto dell’ autostrada.

Scendendo nuovamente in Via Dalmazzo proseguiamo con calma per non perdere alcuni particolari interessanti nascosti tra le mura dei vari palazzi: portali, sopraporta e sculture.

Usciamo dal secondo cerchio di mura attraverso Porta Pretoria e prendiamo via Bastioni.

Quasi subito incontriamo altre due opere difensive, il bastione della Biscia o del Ciazio e poco oltre il bastione Grosso o dei Berruti.

Bastione della Biscia
Bastione della Biscia

La strada, che prosegue in leggera salita, ci conduce al convento di San Domenico.

Il convento di San Domenico

L’abbiamo lasciato per ultimo per chiudere in bellezza.

Sicuramente il convento di San Domenico è il sito maggiormente apprezzato dell’intera giornata.

La struttura risale alla metà del ‘400 quando Padre Cristoforo arrivò a Taggia da Milano.

Le sue convincenti predicazioni coinvolsero la cittadinanza taggiasca tanto da indurla a dare un prezioso contributo alla costruzione del convento.

I lavori furono coordinati dalle maestranze Comacine ed il popolo offrì la propria manodopera, mentre i nobili donarono terreni e denaro.

La facciata relativamente sobria nasconde un magnifico scrigno.

Un ingresso laterale ci indirizza al grande chiostro dove si aprono i vari spazi interni: la Chiesa, la Sala Capitolare, la Sacrestia, il Refettorio.

Ogni ambiente è una sorpresa, le quadreria, gli affreschi, l’architettura degli spazi, tutto merita di essere visitato con calma.

Qui sono conservati quadri e polittici di pittori locali e pittori famosi quali i fratelli Brea, il Parmigianino, Gregorio De Ferrari.

Usciti dal complesso di San Domenico possiamo proseguire lungo Via Salvador Revelli che ci riporterà sul percorso dell’andata per raggiungere la Stazione ferroviaria.

Come raggiungere Taggia

In treno: linea Genova Ventimiglia, stazione Taggia Arma.

La stazione è posta a metà strada tra Arma Taggia.

In auto: autostrada A10 Genova-Ventimiglia uscita Arma di Taggia.

È possibile parcheggiare gratuitamente nell’ ampio parcheggio della stazione o in vari parcheggi a pagamento.

Quanto tempo occorre per il giro del borgo di Taggia

Per completare il giro basterebbe una mezza giornata, ma con un po’ più di tempo a disposizione sarà possibile visitare tutto con più tranquillità.

Cosa si festeggia a Taggia

Durante il mese di febbraio di ogni anno Taggia festeggia San Benedetto Revelli che risparmiò la città dagli orrori della guerra dei Trent’anni contro il Ducato dei Savoia.

La festa si conclude l’ultimo weekend del mese con ambientazioni e corteo storico.

Da Taggia a Bussana Vecchia a piedi

Da Taggia è possibile raggiungere a piedi Bussana Vecchia il borgo degli artisti.

Dal convento di San Domenico si prosegue fino a raggiungere il cimitero per svoltare sulla destra in Via Periane, raggiunto il raccordo dell’ Aurelia si prosegue sulla sinistra fino a prendere il sentiero per Bussana.

Il percorso fa parte del sentiero Liguria ma è in buona parte su asfalto, tutto esposto al sole, in salita e piuttosto lungo (4,5 km. circa)

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