Cipressa, Costarainera e Lingueglietta sono tre bellissimi borghi della Valle del San Lorenzo in provincia di Imperia.
Una bella passeggiata, neppure troppo impegnativa, ci permetterà di visitarli, soffermandoci ad esplorare ogni angolo caratteristico e godendo dei magnifici panorami sul mare dall’alto della collina.

Come raggiungere Cipressa
Il nucleo storico di Cipressa si trova sulle alture di San Lorenzo al mare, a 20 minuti dall’uscita autostradale di Imperia Ovest.
Una volta arrivati è possibile posteggiare in uno dei parcheggi poco lontani dalla piazza. I posti auto solo piuttosto limitati quindi consiglio di arrivare sul luogo abbastanza presto.
In alternativa è possibile prendere la strada sulla sinistra, Via Cascione, per raggiungere l’area picnic del “parco della pietra” dove si trova un parcheggio più ampio. Da lì tramite una scalinata panoramica si torna nel centro di Cipressa.
Le origini di Cipressa tra legenda e realtà
Narra la legenda che alcuni pastori provenienti dall’isola di Cipro approdati sulle rive degli “Aregài” l’antica sponda detta «degli Annegati, dopo uno scampato naufragio, si insediarono sulle colline retrostanti e costruirono le loro prime abitazioni.
Il nome, più realisticamente, potrebbe essere legato al fatto che nel medioevo questa zona era ricca di cipressi.
Le prime notizie certe di Cipressa si trovano solo in alcuni scritti trovati nell’antica chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Costarainera e pare che intorno agli anni 1000 il nucleo abitato facesse parte dei possedimenti dei Conti di Ventimiglia.
Nel 1225 fu acquistato dai monaci Benedettini di Santo Stefano di Villaregia, e grazie a loro si diffuse la coltivazione degli ulivi e degli agrumi che portarono ricchezza al piccolo borgo.
Successivamente Cipressa passò sotto il dominio della repubblica marinara di Genova e alla Repubblica Ligure.
Finita nel 1805 sotto l’Impero napoleonico, dopo la sua caduta nel 1815, fu annessa al Regno di Sardegna.
Inizio della passeggiata nel borgo di Cipressa
Alle 9,50 partiamo da Piazza Giovanni Battista per il nostro giro. In questa piazza si trovano la Chiesa della Visitazione e l’Oratorio della Santissima Annunziata, due chiese, di epoca barocca, dislocate in posizione esterna rispetto al nucleo più antico del borgo.
Fino a metà del ‘600 l’ unica parrocchiale era l’antica chiesa di Sant’Antonio Abate nei pressi di Costarainera, ma sempre più sovente per recarsi alle funzioni liturgiche gli abitanti di Cipressa trovavano delle difficoltà dovute anche ai cattivi rapporti con gli abitanti del borgo vicino e per questo motivo si decise di costruire una nuova chiesa.

Passata la strada provinciale proseguiamo su per le caratteristiche creuse racchiuse tra le case di pietra.



La chiesa di Sant’Antonio Abate
Proseguiamo in salita e dopo meno di un chilometro ci ritroviamo davanti alla bella chiesa di Sant’Antonio Abate in un ambiente di straordinaria bellezza e fascino.
La chiesa con molta probabilità nel medioevo fungeva da ricovero per i viandanti e ferestieri che da qui transitavano per recarsi sulle principali rotte verso Roma e Santiago di Compostela.
La chiesa è preceduta da un cancello che purtroppo troviamo chiuso, possiamo ammirare la facciata solo da lontano ma è ben evidente che si tratta di un luogo di culto romanico, che per quanto abbia subito delle trasformazioni, ci riporta indietro nel tempo, a quando nel medioevo era officiata dai monaci benedettini.


Il luogo dove sorge la chiesa doveva essere un punto strategico, lo capiamo dal possente campanile squadrato che con molta probabilità fungeva anche da vedetta.
Ci fermiamo per una breve sosta su di una panchina poco lontana e verso le 10,15 riprendiamo la nostra passeggiata in direzione Costarainera.
Costarainera
Costarainera si trova poco fuori dal nostro itinerario ad anello, ma vale la pena farvi visita.
Percorriamo la bella strada panoramica che in meno di un chilometro ci porterà a destinazione.

Il borgo di Costarainera si formò successivamente rispetto a Cipressa e Lingueglietta. L’importante famiglia dei Raineri vi si insediò verso il duecento, individuando questo territorio fertile e ben esposto come il luogo ideale per coltivare le terre e costruire le loro proprietà. Col tempo altre famiglie, probabilmente già stanziate nei vicini villaggi, vi costruirono le proprie dimore formando il nuovo nucleo abitativo.
Entriamo nel centro abitato e rimaniamo affascinati dalle caratteristiche creuze ben curate, con casette basse e voltini di pietra, fontanelle, lampioncini in ferro e vasi con fiori dai colori vivaci.



Arriviamo quindi nel cuore del borgo, in Piazza Vittorio Emanuele II.
In questa bella piazza con vista sul mare si confrontano, una perpendicolare all’altro, la Parrocchiale barocca di S. Giovanni Battista e l’Oratorio di San Carlo Borromeo.
L’architettura religiosa barocca ha sovente questo tipo di allineamento dove parrocchiale e oratorio sono disposti perpendicolarmente l’uno all’altro in una sorta di dialogo.


In questa piazza troviamo anche un’anticipazione di quello che andremo a vedere a fine giornata, le sculture in bronzo di Carin Grudda, “l’Elfo delle fragole”e “la ballerina”


Torniamo indietro verso la chiesa di Sant’ Antonio abate e riprendiamo il nostro percorso ad anello in direzione Lingueglietta.
Il percorso, su agevole carrareccia, ci offre dei bellissimi panorami tra le fiorite colline.


Brevi cenni storici di Lingueglietta
In nome Lingueglietta potrebbe derivare dalla disposizione dell’ abitato che si allunga sul crinale formando una sorta di lingua.
La storia di Lingueglietta è legata a quella del nobile piemontese Anselmo dei Quaranta il quale giunto nella valle all’inizio del XII secolo vi formò il centro politico del suo “castrum” . Nel 1183 fu investito ufficialmente dal Comune di Genova come nuovo signore del feudo di Lingueglietta e lui e i suoi discendenti governeranno Lingueglietta e altre terre vicine fino al 1600 quando fu venduta alla Repubblica di Genova.
Lingueglietta e le sue architetture
Passeggiamo ancora tra rampe lastricate, muri di pietra, passaggi coperti da voltini, fontanelle decorate a mosaico, e tante porticine dipinte.




La strada in salita ci conduce alla Chiesa fortezza di San Pietro, un’architettura veramente singolare.
La bella chiesa, nella quale si notano elementi tipici della tecnica costruttiva dei magistri Antelami, fu fatta costruire dai conti di Lengueglia nel corso del medioevo.
Durante il ‘500 sempre più spesso il Ponente Ligure subì attacchi da parte dei pirati Barbareschi e questo costrinse anche Lingueglietta a dotarsi di strutture difensive.
La chiesa di San Pietro si trovava in un punto di avvistamento strategico e gli ingegnosi abitanti del luogo decisero di trasformarla, soprelevandola e inserendo un camminamento di ronda con caditoie e garitte di guardia, cosicché oltre alla sua originaria funzione potesse avere anche una funzione difensiva.

Scendiamo poco più in basso e in pieno centro troviamo la caratteristica piazzetta dell’antico mercato. Sotto ila loggia comunale si conservano ancora integre le antiche misure, osserviamo i tre catini in pietra che venivano utilizzati per pesare le granaglie, l’olio, il vino, (il foro in basso permetteva di recuperare la merce), l’asta di ferro affissa al muro per misurare le stoffe, il gancio per appendervi la pesa.
Le avevamo già trovate a Dolcedo se vi ricordate.

Arriviamo in Piazza Don Vittorio de Andreis, dove sorge la Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine.
Ci fermiamo sul sagrato a risseu ad ammirare la facciata della chiesa, che mostra ben evidenti i vari stadi di costruzione, la prima chiesa medievale e la sopraelevazione del ‘500.
Più tarde sono anche la costruzione del protiro, che copre la trifora duecentesca, e il portale in marmo.
Manco a dirlo la chiesa è chiusa, ma il suo interno sono conservate tele, stucchi e affreschi di valore.

Vicino alla parrocchiale troviamo l’ oratorio confraternitale della Santissima Annunciazione, è un edificio semplice e lo notiamo soprattutto per la bella meridiana dipinta sul retro.

Superato il parcheggio, su uno sperone roccioso, passiamo accanto a ciò che resta dai ruderi dell’antico castello medievale che fu sede della corte feudale della Signoria dei Lengueglia.
Ci incamminiamo lungo Via Isola attraverso la stretta lingua di case che ci porta in fondo al borgo, segnato da un pilone votivo (ore 12,15).

In discesa verso Cipressa
Usciti dal borgo manteniamo la sinistra percorrendo un tratto del sentiero Liguria.
Scendiamo velocemente su di una traccia a serpentina circondata dalla macchia mediterranea, la vista sulla costa è magnifica.

Più in basso poco prima di raggiungere l’asfalto incontriamo una bella pineta.

Il parco della pietra e la torre del Gallinaro Cipressa
Dopo tre tornanti eccoci al parco della pietra con la sua bellissima e fresca pineta dove possiamo ristorarci seduti su di un comodo tavolo di legno, considerato che si sono fatte le 13,00.
Accanto al nostro tavolo noto una struttura in pietra, vado a curiosare e capisco che si tratta della ricostruzione di una “casella” tipico riparo che si trova spesso nelle colline liguri. Le ho trovate spesso nelle mie escursioni.
Poco più avanti eccoci di fronte alla torre del Gallinaro, una tozza torre di avvistamento costruita nel 1500 per la difesa del territorio.

Attraversiamo la strada e dopo aver goduto ancora una volta del panorama scendiamo la discesa gradonata per giungere nuovamente a Cipressa dove ci attende l’auto, sono le 14,00.
Villa Biener a Cipressa
La nostra giornata non è ancora finita, anzi ci aspetta un pomeriggio a spasso per ville molto interessanti. La prima che andremo a visitare è il Parco d’arte contemporanea e Museo delle culture migranti “Villa Biener” che raggiungiamo in auto percorrendo la strada di ritorno da Cipressa verso la Marina degli Aregai.
Judith Török assieme al compagno Carlo Maglitto hanno creato un capolavoro di colori con le loro opere artistiche e quelle di svariati artisti che hanno lasciato qui le loro sculture.
Posteggiamo l’auto e senza neppure accorgercene siamo già all’interno della villa.


Telefoniamo alla padrona di casa per chiedere se possiamo visitare la villa, ci risponde che non è a casa e che avremmo dovuto prenotare prima ma di entrare pure se troviamo il cancello è aperto.
Passeggiamo tra le installazioni guardando e fotografando qualsiasi cosa, deliziati da tanta bellezza, le foto parlano da sole.






Parco di sculture “Tra i mondi” a Lingueglietta
Non ancora appagati vogliamo visitare anche il Parco di sculture “Tra i mondi” dell’artista tedesca Carin Grudda che si trova sopra Lingueglietta.
Questa volta decidiamo di telefonare per assicurarci sull’apertura del parco.
Ritorniamo in auto a Lingueglietta e seguendo le indicazioni lo raggiungiamo.
In auto sono cinque minuti ma noi erroneamente posteggiamo dal campo sportivo e proseguiamo a piedi per una ventina di minuti.
I padroni di casa sono cordialissimi, ci indicano le posizioni delle opere e ci lasciano girare indisturbati in questo paradiso.






Arriviamo all’atelier laboratorio dove l’artista è intenta a lavorare. Ci racconta alcune storie, sul suo lavoro e su come è nato dal nulla tutto quanto.
Ogni opera ha un significato particolare, bisognerebbe dedicarci una mezza giornata, perché tutto meriterebbe una spiegazione ma il tempo a nostra disposizione è terminato e dobbiamo ritornare a casa.
Lasciamo la Valle di San Lorenzo sicuramente appagati di tanta bellezza.
Dati tecnici per il giro ad anello Cipressa, Costarainera, Lingueglietta
| 👣 Sviluppo del percorso: | 10 km. compresi i giri nei borghi |
| ⛰️ Punto più alto: | 396 mt. s.l.m. |
| 🕒 Durata del cammino comprese le soste: | 3 ore 40 minuti comprese le soste |
| ↗️ Dislivello complessivo: | 396 mt. |
| ⚠️ Difficoltà: | E |
| 🌄 Periodo consigliato: | primavera, autunno, inverno |
| 🚰 Rifornimento acqua: | si |
Traccia del percorso a piedi Cipressa, Costarainera, Lingueglietta
Sul mio spazio wikiloc è possibile scaricare la traccia GPX da utilizzare con un navigatore o uno smartphone : traccia GPX
Su wikiloc è possibile scaricare anche le altre alternative di percorso.
ATTENZIONE: I dati potrebbero non essere aggiornati per cambiamenti dovuti al clima, manutenzione del territorio, eventi naturali, danni causati dall’uomo.
Attrezzatura consigliata
Scarpe da trekking, zaino, protezione per la pioggia, abbigliamento idoneo e maglia di ricambio, occhiali da sole, cappellino, protezione solare, cibo e acqua, navigatore GPS.
Note
Per la visita alle ville è consigliato telefonare, i numeri si trovano facilmente sui relativi siti internet.
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