Nell’entroterra di Rapallo, in frazione San Massimo, sorgono le suggestive rovine del Monastero di Santa Maria in Valle Christi, uno dei pochi esempi di architettura romanico gotica cistercense rimasti in Liguria.
Il monastero attualmente si trova all’interno dell’area del Circolo di Golf e Tennis di Rapallo, precisamente vicino alla buca numero 7, ma un ingresso indipendente permette di visitarlo liberamente.

Un po’ di storia
Siamo nel 1200 e ad una nobildonna di nome Altilia Malfanti viene assassinato il marito console Angelo De Mari durante gli scontri che in quegli anni imperversano a Genova.
Distrutta dal dolore vuole ritirarsi a vita monastica, per vivere in pace e lontana dal mondo.
La nobildonna è proprietaria di alcuni terreni nella valle di San Massimo, sulle alture rapallesi, dove probabilmente già sorgeva una chiesetta dedicata al Santo.
Aiutata dall’amica (o parente) Tibia decide di fondare un monastero.
Il convento viene affidato, su volere delle due donne, alle monache cistercensi, ordine religioso molto fiorente nel territorio ligure del medioevo.
Tra XII e XIV secolo, nelle diocesi liguri, sorgono ben ventotto fondazioni cistercensi su importanti percorsi viari che conducono alla citta di Genova, probabili strutture di accoglienza e cura per il viandante. Il Monastero di Santa Maria in Valle Christi era l’ultimo del levante ligure.
Le monache cistercensi rimangono presenti per ben 300 anni.
In questi anni il complesso monastico si amplia e si trasforma anche grazie ai numerosi lasciti fatti da famiglie facoltose.
Nel 1508 le monache sono rimaste in poche e il convento passa alle suore clarisse.
Il Monastero si trova piuttosto isolato al di fuori delle mura cittadine, inoltre il luogo è molto umido e insalubre. Per questo motivo anche le clarisse chiedono di essere trasferite altrove e nel 1573 il complesso viene venduto a tale Agostino Bardi che lo riutilizza a fini agricoli abitativi.
Nella chiesa, come da clausola, si continuano ad officiare le funzioni religiose fino al XVII secolo.
Da fonti d’archivio fino alla prima metà dell’ottocento chiesa e monastero risultano ancora integri, solo dopo inizia la decadenza.
L’arrivo di Napoleone, fa si che chiesa e convento vengano depredati per ricuperare marmi, pietre, materiali vari per costruire case coloniche.
Ai primi del ‘900 viene dichiarato monumento nazionale e come altri monumenti della Liguria viene affidato ad Alfredo D’Andrade, che ne cura il restauro.
Successivi restauri sono stati eseguiti sul finire del ‘900.
Nel 1963 viene infine acquistato dal Comune di Rapallo e oggi il complesso è utilizzato per manifestazioni e opere teatrali.
La legenda
Come tutti i luoghi un po’ misteriosi che si rispettano anche il Monastero di Santa Maria in Valle Christi ha la sua legenda.
Si narra che una monaca, nonostante le rigide regole della clausura, incontrava di nascosto un pastore del luogo, e destino volle che rimase incinta.
La punizione fu molto crudele, una volta nata la bambina, entrambe vennero murate vive in una delle celle del convento.
Ancora oggi in alcune notti ventose, avvicinandosi ai ruderi si sentono gemiti strazianti.
Architettura
La chiesa è quasi completamente scomparsa ma da quel poco che rimane è ben riconoscibile.
Piuttosto evidente l’intervento dei Maestri Antelami che in epoca romanica avevano realizzato altre importanti chiese in Liguria, tra queste l’Abbazia di San Salvatore dei Fieschi a Cogorno.
La pianta a croce latina è a unica navata con le tre absidi rivolte ad est.

L’abside centrale, ancora in discreto stato, è illuminata da un rosone e due monofore laterali, ed ha terminazione rettilinea, soluzione che verrà adottata anche più tardi nella sopra citata Basilica di San Salvatore dei Fieschi di Cogorno.
La copertura dell’abside è a volta a crociera con costolonatura squadrata.
Le due absidi laterali, che contengono due cappelle affacciate sul transetto, hanno copertura a botte leggermente acuta.
La chiesa, almeno nella sua struttura iniziale, era riservata solo alle monache, per cui, come prevedeva la regola cistercense, non aveva un portale d’ingresso.
Sul lato destro due porte distinte, una per le monache e l’altra per le converse conducevano al chiostro, mentre sulla sinistra “la porta dei morti” era destinata all’ultimo viaggio delle monache verso il cimitero.

La torre nolare
Sul perimetro del braccio destro del transetto si alza la torre nolare a base quadrata, sostenuta da tre archi a sesto acuto.
Diviso su tre ordini da archetti pensili è alleggerito, nei primi due ordini, da finestre a feritoia, e nel terzo da un’elegante trifora con esili colonnine.
La copertura ha una guglia piramidale bucata da abbaini timpanati.

Il monastero
Il monastero è ancora parzialmente riconoscibile. Con pianta ad L si innalzava su tre piani, il piano terra era destinato alle cantine, le cucine e il refettorio, ai piani superiori vi erano le celle delle suore e gli ambienti di preghiera e di lavoro.
Dal monastero, tramite varie porte, si accedeva al chiostro.
Il chiostro
Il chiostro era il fulcro dell’abbazia, punto di snodo tra la chiesa e i vari servizi.
Questo consentiva anche una netta separazione tra l’ala delle monache e il settore delle converse, che accedevano alla chiesa tramite le due porte distinte.
Oggi del chiostro è ancora identificabile solo il limite esterno.

Come da tradizione cistercense lungo tutto il perimetro correvano colonnine in marmo bianco binate, reggenti archetti a sesto acuto.
Dentro al chiostro è ancora ben conservato il pozzo in pietra, il cui interno risultava maiolicato.

La Foresteria
La foresteria è il primo edificio che si incontra avvicinandosi al complesso monastico.
Una lucina accesa dimostra che ancora oggi è abitata, probabilmente dal custode del luogo.
La casa è sostenuta da un grande arco, sotto al quale passava l’antica mulattiera che collegava Genova a Rapallo e al Levante Ligure.
Sotto a questa volta, sul lato sinistro, è ancora visibile la “porta dei morti” di cui ho parlato precedentemente.


Come arrivare al Monastero di Santa Maria in Valle Christi in auto
Usciti dall’’autostrada A12 a Rapallo alla rotonda prendiamo la strada che sale a destra fino ad arrivare all’indicazione per Valle Christi. Una strada stretta senza sbocco ci porta al Monastero che appare all’ improvviso sulla sinistra.
Come arrivare al Monastero di Santa Maria in Valle Christi a piedi
Se si ha voglia di fare una bella passeggiata tra ulivi e alberi di agrumi è possibile raggiungere il monastero a piedi partendo dall’Oratorio della Santissima Annunziata di Ruta di Camogli.
Prendiamo l’antica Via Romana e proseguiamo per circa un chilometro fino ad incrociare sulla sinistra Via Santa Maria del Campo.
Raggiunto un breve tratto asfaltato riprendiamo un sentiero, che dopo un chilometro e mezzo ci riporta sulla strada principale.
Proseguiamo in direzione Rapallo fino ad incontrare un ponticello in pietra, lo attraversiamo e proseguiamo ancora per qualche decina di metri fino ad incrociare la strada sulla destra che in qualche minuto ci farà arrivare al cancello del Monastero.
Curiosità
A seguito della chiusura del preesistente Monastero di Valle Christi venne edificato un altro monastero delle clarisse vicino al mare a Rapallo nell’attuale Piazzale Escrivá de Balaguer. Oggi il complesso è stato trasformato in museo.
Nella chiesa di Valle Christi ebbe particolare venerazione la reliquia di San Biagio, donata alle monache probabilmente da un capitano genovese al seguito di Gaspare Spinola, nella fortunata spedizione in Dalmazia del 1380.
Oggi è custodita nella Basilica dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo.
Fonti
Circolo Golf e Tennis Rapallo – 90 anni di storia
http://www.vallechristi.it/il-monastero-di-valle-christi/
