PERCORSO AD ANELLO: DAL PASSO GARDENA PER IL SENTIERO ATTREZZATO VAL SETUS, RIFUGIO CAVAZZA AL PISCIADU, PIZ PISCIADU, SENTIERO ATTREZZATO VAL DEI BOSLI, VAL MESDI E RIENTRO PER IL SENTIERO 29

Siamo in vacanza in Val Badia e il secondo giorno del nostro soggiorno decidiamo di fare un bellissimo giro ad anello sul massiccio del Sella che ci farà passare per meravigliose valli, dove poter ammirare spettacolari montagne.
Parto con qualche perplessità, sapendo che non sarebbe stato un percorso semplice, ho con me solo le indicazioni del numero dei sentieri, senza una traccia, che solitamente porto sempre con me.
Arriviamo al Passo Gardena alle 8,15 del mattino e mettiamo l’auto nel parcheggio a pagamento (6 euro) accanto al Rifugio Frara (2121 MT.).
dal Passo al Rifugio Franco Cavazza al Pisciadù
In fondo al parcheggio ha inizio il sentiero 666 (Alta via delle dolomiti n°2) che andremo a prendere.
Iniziamo il percorso in leggera salita su sentiero verdeggiante, percorrendo per un breve tratto il versante orientale della val Badia, sorvegliati dal Gruppo del Cir.

Andiamo avanti per circa un chilometro e mezzo, fino ad arrivare all’inizio del canalone della Val Setus.

Il sentiero si fa più ripido e impegnativo, passiamo ghiaioni e roccette e tratti attrezzati con gradini e funi metalliche.



Alle ore 10 siamo ad un bivio, sulla destra una palina ci indica il sentiero per il Lech dl Dragon (attualmente chiuso) e sulla sinistra l’ultimo tratto per giungere al Rifugio Franco Cavazza al Pisciadù.

Il percorso ora diventa meno impegnativo

e dopo pochi minuti ci appare il pianoro roccioso dove è posto il Rifugio (2.587 m)


Poco più in basso in una vasta conca ci appare l’ omonimo laghetto, che ci delude e ci rattrista un po’, purtroppo questo periodo di siccità l’ha ridotto di parecchio.


Essendo ancora molto presto decidiamo di non fermarci a lungo e di proseguire per il Piz Pisciadù lasciandoci alle spalle il lago e il Rifugio.

dal Rifugio al Piz Pisciadù
Lo stretto sentiero 666 prosegue ai piedi della Cima Pisciadu. L’inizio ci invoglia molto, la salita è dolce e il panorama è fantastico.



Poco più avanti come previsto le difficoltà iniziano, alcuni passaggi su tratti attrezzati e altri su ghiaione un po’ dissestato ci fanno temere soprattutto per il ritorno.
Superati questi passaggi continuamo a salire con più facilità nella cosiddetta Val de Tita.

Giungiamo alla sella dell’ omonima valle (2816 MT.) dove un grosso masso ci indica la cima, dovremo lasciare il sentiero 666 che porta al Piz Boè e che ci ha accompagnato per tutto il tragitto per orientarci verso sinistra.

Prima però ci soffermiamo su un balcone naturale che si affaccia sul Gruppo del Sella a guardare ancora una volta lo spettacolo che ci sta davanti.


Quindi ci dirigiamo verso la vetta che è ormai vicina, alzando lo sguardo vediamo già la croce. Riprendiamo il cammino su roccette gradonate, seguendo gli evidenti segnavia rossi e bianchi.

Giungiamo alla croce di vetta del Piz Pisciadù (2984 mt.) che sono le ore 12, abbiamo allungato un po’ i tempi per le numerose soste fotografiche.

Da qui il panorama spazia a 360°, a meridione il Gruppo del Sella dove svetta il Piz Boè, nascondendo in parte la Marmolada, a Settentrione il Sassongher e la Gardenaccia, le Odle, il Puez.



Dopo una breve sosta per il pranzo riprendiamo la via del ritorno.

il rientro
Una volta tornati al lago Pisciadù non saliamo al rifugio, ma cerchiamo il sentiero in discesa 676 della Val dei Bosli, che passa sulla nostra destra poco oltre il lago.
Scendiamo su bel sentiero tra prati e roccette, ai piedi dei pinnacoli del Gruppo del Sella.



Andando oltre il dislivello da scendere diventa notevole, con alcuni passaggi su stretti canalini rocciosi e tratto attrezzati.


Dopo circa 2 chilometri e mezzo incrociamo il sentiero 651 della Val de Mezdì

Ne percorriamo un tratto fino al bivio del sentiero 29B, siamo a quota 2015 mt. Prendiamo il sentiero 29B che si allaccerà più in basso al sentiero 29 riportandoci al Passo Gardena.


La vegetazione è parecchio cambiata, oltrepassiamo le cascate del Pisciadù e il sentiero che conduce alla ferrata Tridentina, attraversiamo un bel bosco di conifere, e dopo vari saliscendi torniamo al nostro parcheggio.
dati tecnici
| 👣 Sviluppo del percorso: | 11 km. |
| 🕒 Tempo trascorso in movimento: | 5 ore (puramente indicativi) |
| ⛰️ Punto più alto: | 2981 mt. s.l.m. |
| ↗️ Dislivello complessivo: | 1215 mt. |
| ⚠️ Difficoltà: | EEA |
| 🌄 Periodo consigliato: | estate |
| 🏡 Punto d’appoggio: | Rifugio Franco Cavazza al Pisciadù |
| 🚰 Rifornimento acqua: | si (Rifugio Franco Cavazza) |
grafico del percorso ad anello per il Piz Pisciadù
Sul mio spazio wikiloc è possibile scaricare la mia traccia GPX da utilizzare con un navigatore o uno smartphone : traccia GPX
consigli e raccomandazioni
Il giro sopra descritto non è semplicissimo, occorre prudenza e un po’ di esperienza e allenamento.
attrezzatura consigliata
Scarpe da trekking di buona qualità, bastoncini, zaino, protezione per la pioggia, abbigliamento idoneo e maglia di ricambio, antivento, occhiali da sole, cappellino, guanti, protezione solare, cibo e molta acqua, navigatore GPS, primo soccorso, coltellino, lampada frontale, barrette energetiche.
come arrivare al Passo Gardena
- da Colfosco SS243 (13 min.)
- da Selva di Val Gardena SS242 E SS243 (18 min.)
- da Canazei SS242 E SS243 (38 min.)
