Camogli è un bel borgo marinaro della riviera Ligure di Levante.
Visitarlo è sempre un piacere, anche per chi, come me, lo ha visto un’infinità di volte.
Scesa dal treno mi dirigo verso destra e scendo le prime scalette che incontro, mi porteranno in via Garibaldi, la passeggiata che si affaccia sul mare.
Scatto qualche foto, la giornata è splendida e i colori del borgo sono meravigliosi.

Vado dritta verso la Basilica di Santa Maria Assunta e il castello della Dragonara. Questo luogo è ricco di storia, basti pensare che nel medioevo l’attuale promontorio era solo un isolotto, collegato alla terraferma da una passerella in legno, il castello era molto più piccolo e la chiesa solo una cappelletta a servizio del castello.
Sul fronte di una casa, di fronte alla facciata della Basilica, un murale in maiolica ci racconta come doveva essere l’Isola di Camogli nel 1518.

Arrivata all’altezza della Basilica mi accoglie una bella scalinata marmorea. Di fronte a me la facciata laterale della chiesa, decorata con nicchie che ospitano le statue dei protettori di Camogli, San Prospero, San Fortunato e la Madonna del boschetto.

In cima alle scale un bel ‘risseu‘ tipico ligure, fatto di sassi bianchi e neri si distende come un tappeto sul sagrato davanti alla facciata principale.

Mi volto per ammirare la sottostante Piazza Colombo, le case colorate, il maestoso quadrante solare che in passato serviva ad indicare l’ora ai “bianchi velieri” in transito nel porticciolo.

Ma torniamo alla Basilica, la facciata è in stile neoclassico in marmorino bianco, molto semplice. Non ti aspetteresti di trovare al suo interno tre luminose navate in stile barocco. Pregevoli opere pittoriche e scultoree della scuola genovese ornano l’altare maggiore e le cappelle dalle navate.
Sono attratta dalle belle volte affrescate da Nicolò Barbino e Francesco Semino e mi colpisce una statua dedicata alla Madonna del boschetto. Più tardi andrò a visitare il Santuario.

Uscita dalla chiesa mi avvio verso il castello della Dragonara che si trova poco lontano dalla chiesa. Una bella terrazza mi permette di ammirare uno spettacolare panorama sul mare, due cannoni risalenti al ‘500 sono posizionati a protezione di Camogli.

Come detto in precedenza il castello ha subito numerose trasformazioni, distrutto e riedificato nel corso del ‘400 venne utilizzato dapprima per funzioni difensive durante le incursioni saracene e durante i conflitti tra la Repubblica Marinara di Genova e il Ducato di Milano. Più tardi utilizzato come prigione. Infine venne abbandonato a se stesso dopo la prima guerra mondiale.
Fu ristrutturato in tempi moderni per ospitare spazi museali.
Purtroppo oggi trovo il castello chiuso, viene aperto solo in occasioni di mostre.

Torno sui miei passi e mi dirigo verso il porticciolo, attraverso la stradina diventata famosa per le reti con i cuoricini e i caratteristici porticati.

Raggiungo il faro, da qui si gode di una bella vista d’insieme, la palazzata dai colori tipici genovesi e le colline addossate al mare.
A proposito sapete perché le case della costa ligure hanno sempre questi colori vivaci che si alternano di casa in casa? Perché era più facile per i marinai di ritorno riconoscere la propria abitazione già da lontano.

Mi affretto a tornare indietro, il mio giro è ancora lungo.
Ora mi dirigo verso San Rocco, ma prima entro in un panificio a comprare una bella fetta di focaccia al formaggio di Recco, che gusterò più tardi.
San Rocco si trova dalla parte opposta del borgo storico appena visitato, e da qui partono le più belle passeggiate per raggiungere San Fruttuoso, Portofino e Santa Margherita, ma di queste vi parlerò un’altra volta.
Il percorso inizia parallelo al rio Gentile, un bel torrentello dove nuotano i germani reali, poco dopo la strada procede in salita, su mulattiere e scale.

Arrivata sul piazzale di San Rocco il panorama si apre su tutto il golfo Paradiso.

La bella chiesa dedicata alla Madonna della Salute, e molto cara ai camoglini, è della metà dell’800, edificata su di una precedente cappella del XV secolo.

Proseguendo si incontra uno spazio dove si può godere il panorama comodamente seduti, ma io non ho molto tempo, devo proseguire per raggiungere la chiesa romanica di San Nicolò di Capodimonte.
Questa chiesetta romanica merita un articolo a parte che troverete cliccando qui.

Ora si potrebbe proseguire per Punta Chiappa, ma oggi ho voglia di fare un giro diverso, e, dopo aver gustato la meritata focaccia al formaggio, torno sui miei passi.
Le alture di Camogli tra santuari e monasteri.
Arrivata quasi in fondo a Via San Rocco prendo una strada sulla destra, Via Castagneto e ricomincio a salire scale, tra scorci caratteristici.

La mia meta è il Santuario di Santa Maria del Boschetto, ma dato l’orario prepomeridiano lo trovo chiuso.
Questo Santuario sorge sul luogo dove la Madonna apparve ad una pastorella del posto, tale Angela Schiaffino.
La Madonna si rivolse a lei chiedendole di fare erigere una chiesa sul luogo dove già esisteva una cappelletta.
Dopo numerosi segni miracolosi i camoglini costruirono il tempio con i loro risparmi.
MI fermo qualche minuto in questo luogo particolarmente tranquillo poi proseguo per la Via di Mezzo, dove gli scorci su Camogli sono veramente incredibili.

Peccato che il sole sia ancora troppo alto e non mi permetta di fare molte foto, bisognerebbe tornare all’ora del tramonto.

Proseguo ancora, fino ad arrivare al Monastero di San Prospero, altro luogo caro ai Camoglini e altro Santo protettore della città.
Prospero, vescovo di Tetragona, durante le invasioni arabe del 700 fuggi dalla Spagna assieme ai suoi discepoli portando con sé le spoglie di San Fruttuoso, trovando rifugio poco lontano dal luogo dove ora si trova l’abbazia omonima. Qualche anno dopo Prospero morì e la chiesa a lui dedicata venne costruita per contenere le sue spoglie.
Il monastero è attualmente una casa per ferie gestita dai frati.
La chiesa in stile neogotica è molto carina, all’interno gli affreschi raccontano la vita del Santo.

Dopo un breve tratto di strada pianeggiante imbocco una scala in discesa, e ancora begli scorci si aprono davanti a me.
Mi ritrovo al punto di partenza, ormai la passeggiata a mare si è riempita di gente, troppa folla, per me è l’ora di rientrare.

Mi affretto ad andare in stazione e da una finestra qualcuno mi dice arrivederci a Camogli.

Altre curiosità su Camogli:
Camogli in genovese si dice Camuggi, ma da cosa deriva questo nome?
Secondo alcuni studiosi potrebbe derivare dal dio etrusco Camulio o dalla divinità gallo celtica Camolio. Per altri sembrerebbe avere origini greco liguri cam=in basso, gi=terra quindi abitato situato in basso rispetto al borgo di Ruta.
Esistono anche due versioni più popolari ma altrettanto significative :
una è case a mucchi da ca a muggi riferendosi al fatto che le case sono addossate le une alle altre, e l’altra case delle mogli da ca mogli dato dal fatto che il borgo era abitato prevalentemente dalle mogli dei pescatori spesso impegnati in mare.
Anche il nome del castello ha un significato molto interessante, Dragonara è un vortice d’aria di tempesta, dal nome si capisce bene quanto il castello risulti esposto alle intemperie.
Prima dell’apertura dell’acquario di Genova il castello della Dragonara ospitava l’acquario tirrenico, molto apprezzato e visitato.
Feste e sagre:
Sagra del pesce seconda domenica di maggio
Stella Maris prima domenica di agosto
Dati tecnici:
| 👣 Sviluppo del percorso: | 12 km. |
| ⛰️ Punto più alto: | 213 mt. s.l.m. |
| 🕒 Durata del cammino comprese le soste: | 4 ore |
| ↗️ Dislivello complessivo: | |
| ⚠️ Difficoltà: | E |
| 🌄 Periodo consigliato: | primavera, autunno, inverno |
| 🚰 Rifornimento acqua: | si |
| 🏡 Punto d’appoggio: | si |
Attrezzatura consigliata:
Scarpe da trekking, bastoncini, zaino, protezione per la pioggia, abbigliamento idoneo e maglia di ricambio, occhiali da sole, cappellino, protezione solare, cibo e acqua, navigatore GPS, primo soccorso, coltellino, torcia elettrica.
Come arrivare a Camogli:
La soluzione migliore è il treno stazione Camogli San Fruttuoso sulla linea Genova La Spezia.
Arrivare in auto è poco consigliato, specie se solo per un giorno, per carenza di parcheggi. L’uscita di riferimento con Autostrada A12 Genova Livorno è Recco e da qui la statale costiera per Camogli.
E’ possibile raggiungere Camogli anche in traghetto con il servizio presso il Porto Antico di Genova, oppure da Rapallo o Santa Margherita.
Per i più sportivi si può raggiungere Camogli a piedi da Santa Margherita o da Portofino con una passeggiata di 4-5 ore.
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